Bambino con handicap

La mia esperienza nel campo del sociale mi ha fatto notare, alcune volte, una mancanza di sensibilità e di consapevolezza delle persone verso le problematiche che si trovano ad affrontare le famiglie con portatori di disabilità. Per questo motivo ho voluto approfondire questo argomento molto delicato e il mio obiettivo è quello di evidenziare a quali tipi di cambiamenti deve andare incontro una famiglia, a partire dalla vita domestica, dalla relazione con gli altri figli e la difficoltà della madre ad accettare un figlio diverso da come l’aveva immaginato. Un avvenimento del genere può portare anche la coppia più consolidata a separarsi.

La nascita di un figlio con gravi malattie comporta:

Cambiamento dell’organizzazione della vita domestica

Quando in una famiglia arriva un bambino disabile tutto cambia e tutti i componenti devono cambiare per adattarsi alla nuova situazione. La disabilità impone alla famiglia un cambiamento improvviso e continuo. Tutto viene sconvolto:

  • il tempo che prima veniva impiegato per svolgere alcune attività, viene ridotto per poter dedicare le attenzioni al bambino con bisogni particolari.
  • Cambia l’organizzazione della giornata familiare, perché se la disabilità è grave, tutto deve ruotare intorno al bimbo che necessita di costanti cure.
  • Cambia anche la visione del futuro dei componenti della famiglia, perché il futuro si potrebbe prospettare incerto.

Spiegazioni e delucidazioni verso gli altri figli

Quando nasce un bambino gravemente malato i genitori devono fare i conti con gli altri figli, se ci sono. Gli altri fratellini hanno il diritto di sapere come è la situazione, inutile negarlo, i genitori devono spiegare che il nuovo arrivato ha dei problemi, senza specificare i dettagli se i bambini sono molto piccoli. Quando saranno più grandi saranno informati su tutti gli aspetti della malattia. Se uno dei fratelli è un adolescente, i genitori gli spiegheranno, con tatto, come stanno esattamente le cose, si discuterà insieme del presente e del futuro della famiglia.

Possibile difficoltà della madre nell’accettazione del bambino

Una mamma in attesa, soprattutto durante gli ultimi mesi della gravidanza, immagina come potrebbe essere suo figlio, lo immagina sia fisicamente, sia dal punto di vista del carattere. Una madre ripone nel figlio tanti desideri, i suoi sogni non realizzati e comincia a fantasticare. Il bambino protagonista delle fantasie è un bambino immaginario ed è quasi perfetto agli occhi della madre. Quando nasce il figlio la madre deve necessariamente abbandonare il bambino immaginario per accogliere il bambino reale. Quasi sempre bambino immaginario e bambino reale non coincidono, per questo la madre inizialmente può sentirsi delusa, in particolar modo quando il bambino nasce con una disabilità.

L’accettazione non è così scontata e nella madre possono coesistere una serie di sentimenti negativi. Tra tutti i sentimenti negativi quello più comune è l’impotenza, proprio perché la madre si rende conto che non può cambiare la situazione in alcun modo. C’è da considerare che ultimamente le mamme che hanno partorito insieme tendono a rincontrarsi dopo il parto. In questa situazione di gruppo, la madre potrebbe sentirsi isolata in quanto un figlio disabile ha diversi tempi, diversi problemi e per questo la mamma potrebbe sentirsi incompresa.

Possibile crisi di coppia

La nascita di un figlio a volte mette in crisi la coppia e questo accade principalmente perché il nuovo nato assorbe interamente la giornata della mamma rompendo gli equilibri dei partner. Questo viene amplificato quando in una famiglia arriva un bambino con gravi malattie. In un momento così particolare, la prima cosa che viene in mente è che la coppia si unisca maggiormente, ma non sempre accade. Molto spesso i due partner si allontanano sempre di più fino a desiderare di separarsi. A volte uno dei partner non riesce ad accettare la malattia del figlio, altre volte l’uno scarica le colpe di questo evento doloroso sull’altro partner, altre volte ancora alla colpevolizzazione si unisce anche il rancore verso l’altro coniuge.

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