Bugie-bambini

La bugia è un argomento che mette in crisi la maggior parte dei genitori. Molto spesso non sai come agire quando tuo figlio dice una bugia e questo accade anche perché quando si parla di metodi disciplinari gli esperti non concordano su tutto e non danno chiare direttive sui comportamenti da attuare. Ci sono però degli aspetti che mettono tutti d’accordo.

Gli psicologi parlano di bugie nel vero senso della parola solo dopo i 5 anni di età, perciò i bambini in età prescolare non sono capaci di mentire nel senso letterale del termine. I genitori tendono a pensare che i bambini che dicono bugie abbiano problemi e che debbano essere fermati! In primis devi accettare il fatto che quasi tutti i bambini piccoli mentono e poi devi rassicurarti con il fatto che essi mentono esclusivamente perché sono ingenui e pensano di essere sempre creduti, non perché sono cattivi o hanno problemi particolari.

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Bambino-leggendo

La lettura di libri è al giorno d’oggi una cosa “riservata agli appassionati” ma a mio parere rimane
uno strumento importante per i nostri figli e va promossa fin dall’infanzia.
La promozione della lettura dovrebbe cominciare sempre all’interno delle mura domestiche, perciò
più un genitore è un lettore forte ed è capace di incuriosire il bambino attraverso la lettura di libri,
più si ha la possibilità di crescere un futuro lettore. Continua a leggere

Bambini-in-bici

Tuo figlio sta crescendo ed è arrivato anche il momento di decidere quale sport praticare.
Oggigiorno è possibile scegliere tra tantissime attività per cui è fondamentale aiutarlo a decidere
quale o quali sport lo faranno divertire di più.

Molto spesso i bambini decidono di praticare uno sport “per tradizione”, perché è più facile e conveniente seguire lo sport dei fratelli o dei genitori. Spesso i media condizionano la scelta, un esempio classico è dato dal calcio che è dominante in TV non solo in Italia ma in tutta Europa.

Il calcio coltiva lo spirito di gruppo e si può praticare ovunque, il ciclismo tempra il carattere e richiede tanto allenamento; tante sono le possibilità ma la cosa più importante è che tuo figlio segua uno sport adatto a sé, che lo aiuti nella crescita sia mentale che
fisica.

Elementi da considerare per scegliere lo sport

Un bambino dovrebbe scegliere lo sport in base al proprio gusto, allo stato di salute e al tipo di
fisico, oltre che al proprio carattere. In base al proprio carattere egli potrà scegliere tra sport solitari
o di gruppo e non sempre il primo sport praticato sarà quello definitivo, perciò è importante provare
più di uno sport per capire le proprie preferenze.

I bambini possono scegliere oggi tra tantissimi sport, quello più praticato è il calcio. Altri sport che raccolgono maggiori favori sono il tennis, la ginnastica, il nuoto e la pallavolo. Il bambino di oggi ha la disponibilità economica di praticare sport che fino a qualche tempo fa erano riservati ad un ristretto numero di atleti, come lo sci, il golf, il canottaggio, il surf e l’equitazione.

I genitori investono nelle attività sportive dei figli sia in termini di tempo
che di denaro. Molto spesso, però, lo sport viene interpretato dai genitori unicamente come
competizione, ma in questo modo viene privato ai bambini il piacere dell’attività ludica. Per
comprendere se tuo figlio ama lo sport che sta praticando assicurati che stia frequentando gli
allenamenti sempre con piacere e interesse.

Quale sport scegliere?

I bambini si avvicinano ad una attività piuttosto che a un altra in base alla struttura della propria
personalità. Non esiste uno sport migliore di un altro, esiste uno sport che meglio si adatta alle
caratteristiche di ogni bambino.

Si distinguono delle caratteristiche generali nei bambini che decidono di praticare un determinato sport:

Il calcio

Uno degli sport più conosciuti e più praticati al mondo. Il molti paesi è considerato lo sport
per eccellenza proprio perché molto popolare tra gli adulti. I bambini subiscono l’influenza
dell’ampio spazio che la TV dedica al calcio e sanno che i calciatori vengono pagati molto bene. Il
calcio è comunque considerato uno sport positivo. Secondo alcuni psicologi anche i ruoli dei
calciatori possono dire tanto sul carattere dei nostri bambini. Per esempio chi sceglie di fare
l’attaccante è solitamente un bimbo infantile e individualista, esibizionista ed esuberante. I difensori
invece sarebbero più sicuri, più stabili emotivamente e soprattutto più responsabili. Il portiere viene
considerato caratterialmente coraggioso, con uno spiccato equilibrio emotivo e sicuro di se stesso.

La pallavolo

Questo sport può essere praticato dai bambini che amano la collaborazione, in quanto
permette a tutti i giocatori di partecipare attivamente al gioco. I pallavolisti solitamente si sentono
gratificati proprio perché il gioco prevede la rotazione dei ruoli e lo scambio continuo delle
posizioni.

La pallacanestro

La pallacanestro presuppone intelligenza e ingegnosità, è uno sport adatto a chi
possiede coordinazione, velocità e una buona prontezza di riflessi. Il basket tende ad eliminare i
giocatori che non presentano rapidità nelle decisioni e che mostrano difficoltà ad adattarsi alle
nuove situazioni.

Il ciclismo

Chi sceglie questo sport è spesso un bambino introverso, tenace e disposto a sopportare
le fatiche delle gare. Sembra che la personalità del ciclista sia caratterizzata dalla capacità di
soffrire.

L’atletica leggera

I bambini che scelgono come sport l’atletica leggera sono soggetti che hanno
avuto il dono della velocità. Essendo la velocità una qualità innata, non ha bisogno di allenamenti
duri e faticosi e i bambini non hanno bisogno di essere eccessivamente motivati per proseguire nello
sport. I bambini che decidono di intraprendere questo tipo di sport sono, secondo gli studi,
solitamente estroversi, capricciosi e impulsivi.

Il nuoto

I bambini solitamente sono motivati al nuoto perché amano l’acqua. I nuotatori sono
sicuri, con un livello medio di autostima e non presentano difficoltà nella concentrazione.

Il tennis

Sport praticato solitamente da persone con una certa disponibilità economica, come il
nuoto, l’equitazione, la vela. I bambini tennisti amano concentrarsi e amano la disciplina.
Quest’attività richiede coordinazione e prontezza dei riflessi.

La ginnastica ritmica e artistica

I bambini che praticano questi sport presentano un forte senso
del dovere e molta ambizione. Sono bambini molto motivati, intelligenti ma anche molto ansiosi se
partecipano alle gare.

E tuo figlio ha deciso quale sport praticare? Quale gli consigli?

 

 

 

neonato-che-dorme

Secondo le statistiche il 20% dei neonati dorme poche ore durante la notte, vale a dire 1
bambino su 5. Se le probabilità non sono state benevole con te non preoccuparti, c’è un rimedio
anche a questo. Importante è educare tuo figlio a distinguere il giorno dalla notte, quindi
rendendo il riposo notturno più tranquillo ed efficace rispetto a quello diurno, invogliato da rituali
come bagnetto, cena e pigiama.

A volte l’insonnia è causata dalla semplice voglia di un “succhiotto” notturno che viene confuso con una necessità di poppata, altre volte il sonno è reso difficile dal troppo caldo causato da abbigliamento e coperte. Piccoli accorgimenti e saranno delle grandi notti per te e il tuo bambino.

I ritmi del sonno dei bambini

Nei primi tempi i neonati dormono dalle 16 alle 18 ore al giorno, quindi trascorrono quasi tutto il
tempo dormendo. Bisogna sottolineare che i bambini fino ai 4 mesi di vita si svegliano di notte
per fare le poppate.

Gradualmente, in particolare dopo il primo mese di vita, i bambini si svegliano più spesso durante il giorno e dormono più ore la notte, richiedendo il seno solo poche
volte. Molti bambini si svegliano durante la notte, mangiano e riprendono a dormire, altri faticano
a riprendere sonno. C’è da considerare, quindi, che ogni bambino è diverso da un altro, ha il
proprio temperamento e i propri tempi.

I bambini devono imparare a distinguere il giorno dalla notte

I bambini appena nati si devono abituare alla differenza tra il giorno e la notte, e noi genitori
possiamo aiutarli ad adattare i loro ritmi del sonno scandendo il giorno dalla notte con dei rituali.

Quando i bambini dormiranno di giorno, si faranno riposare in una stanza illuminata e senza
evitare i rumori (per esempio si potrà usare l’aspirapolvere senza timore di svegliarli). Di notte,
invece, per fare in modo che il bambino sia educato al sonno, potremo farlo rilassare con un
bagnetto, gli daremo la cena, gli metteremo il pigiama e lo accompagneremo a letto (possibilmente
ad orari fissi).

Quando è buio sarà necessario fare silenzio, evitare i rumori, in modo che il
bambino possa capire pian piano che quella è la notte e possa dormire in tranquillità. Se il
bambino non si addormenta subito gli potremo cantare una canzoncina a voce bassa o
raccontare una storia facendogli una carezza.

Cosa fare se il bambino si sveglia durante la notte e non riesce più a dormire

Le principali cause di insonnia nel bambino:

Fame

Molto spesso i bambini per riprendere sonno hanno bisogno di fare una
poppata. Quando i bambini si svegliano durante la notte dopo i sei mesi di vita, è
evidente che si svegliano non perché hanno fame ma perché hanno bisogno di un
“succhiotto” notturno. Un accorgimento che può andare bene per tutti i bambini è quello
di abituarli a fare pasti rapidi durante la notte, evitando in questo modo che il seno della
mamma si trasformi in succhiotto.

Ruttino e rigurgito

A volte i bambini mangiano con avidità e questo potrebbe
portare al vomito dopo la poppata. Se il bambino tende a rigurgitare dopo ogni poppata,
prima di metterlo a letto lasciamolo una decina di minuti in posizione verticale. In questo
modo favoriremo la comparsa del ruttino ed eviteremo il rigurgito.

Coliche gassose

Si riconoscono facilmente perché si presentano come dolori
persistenti a ore fisse. Il bambino piange intensamente, si irrigidisce e non si riesce a
calmarlo. In presenza di coliche gassose dobbiamo aspettare che scompaiano oppure
inventarci delle strategie per alleviare i suoi dolori. Ciò che possiamo fare è massaggiargli
la pancia e poi la schiena, offrirgli il seno se lo desidera, dargli il ciuccio per provare a
calmarlo oppure fargli un bagnetto rilassante. Le crisi improvvise di pianto scompaiono
piano piano spontaneamente.

Bruciore al sedere per via del panno sporco

Le feci, a contatto con la pelle per parecchio tempo, tendono ad irritarla e a far arrossare il sedere del bambino. Se il bambino si sveglia durante la notte e ci accorgiamo che ha difficoltà a riprendere sonno
dobbiamo controllare che il pannolino sia pulito.

Sensazione di caldo

Questo succede se il bambino viene coperto eccessivamente. Ci accorgiamo che il bambino ha caldo se piange nervosamente, è sudato e se ha il viso arrossato. Proviamo ad alleggerire il suo abbigliamento o a levare
qualche coperta.

Raffreddore

Il raffreddore causa una difficoltà nella respirazione dal naso, perciò il
bambino si potrebbe svegliare irritato e non riuscire più a dormire. Il sistema migliore è
quello di spruzzargli una soluzione di acqua e sale per fare in modo che il bambino possa
respirare meglio, succhiare il seno e dormire serenamente.

Immagine per gentile concessione di Stefania Scano.

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asilo chatterbox

Quanto sarebbe bello parlare bene una seconda lingua e quante opportunità in più mi darebbe“. Chissà quante volte te lo sarai chiesto, io tante. Questo è il motivo principale per cui molti genitori desiderano per i figli un futuro da persone bilingue. Fortunatamente al giorno d’oggi esiste la possibilità di scegliere la scuola in lingua straniera, soprattutto in inglese.

Per capire meglio come funziona una scuola dell’infanzia nella quale si parla esclusivamente inglese, ho intervistato Claire Mulrooney, direttrice e insegnante madrelingua della scuola inglese Chatterbox, sede di Quartu Sant’Elena (CA).

Mrs. Mulrooney, perché i genitori dovrebbero scegliere una scuola inglese per i propri figli?

Ci sono diversi motivi per scegliere una scuola inglese. Alcune famiglie fanno questa scelta perché vogliono trasferirsi per lavoro quando i bambini saranno più grandi, altre perché hanno amici o parenti all’estero, altre ancora perché vogliono risparmiare ai propri figli la maggiore fatica di imparare l’inglese da adulti. Ma crescere un bambino bilingue significa andare oltre le capacità linguistiche, infatti negli ultimi anni sempre più genitori vogliono offrire ai figli l’opportunità di apprendere sia la lingua che il modo di pensare e di concepire il mondo che il bilinguismo porta.

Qual è la domanda più frequente posta dai genitori che si informano sulla scuola?

La domanda più frequente è: “ma i bambini possono capirvi?” La risposta è sempre sì! Noi vediamo che tutti, anche i bambini più piccoli, già dai primi giorni di frequentazione, possono seguire il ritmo della giornata, partecipare e divertirsi con noi. Questo avviene perché i bambini piccoli non si pongono la domanda “questo cosa vuole dire?”. I bambini assorbono tutta l’informazione disponibile, tutto quello che vedono, sentono e toccano; capiscono quello che succede intorno, accettando nel modo più assoluto le attività che si svolgono a scuola. I bambini non fanno distinzione usando concetti astratti come ‘lingue’, scoprono che, per esempio, mentre a casa è “pane” a scuola è “bread”, quindi accettano e assimilano tutti e due i termini con la stessa tranquillità e naturalezza.

Come avviene l’inserimento in una scuola inglese? I bambini che parlano italiano hanno difficoltà ad inserirsi?

Come ho già spiegato i bambini piccoli non sanno che stanno parlando italiano o imparando l’inglese, quindi l’inserimento non significa per loro un avvicinamento a una nuova lingua, ma rappresenta un inserimento in un nuovo contesto sociale; è un modo per conoscere e fare amicizia con nuove persone, sia adulti che bambini. Questo nuovo ambiente rappresenta già molto per un bambino piccolo e figuriamoci se fa caso al fatto che la maestra sta usando parole diverse da quelle che usa abitualmente. Ai bambini interessano i nuovi giochi, i nuovi amici e la novità di stare senza mamma e babbo. Il periodo di inserimento è innanzitutto un periodo di scoperta emotiva e di cambiamento per tutta la famiglia, per questo motivo lo facciamo in un modo molto graduale e soprattutto personalizzato, in modo che ogni bambino (e ogni mamma) abbia il tempo che vuole per allacciare nuovi rapporti e sentirsi a proprio agio salutandosi la mattina prima di separarsi.

Come avviene l’apprendimento della lingua inglese nella vostra scuola?

Noi svolgiamo tutta la giornata scolastica in inglese, in modo che i bambini ricevano il massimo input linguistico, sia qualitativo sia quantitativo. Un coetaneo inglese potrebbe entrare nella scuola e trovarsi subito a suo agio (una bella esperienza che abbiamo vissuto più volte negli anni passati).
Il tempismo e la modalità di apprendimento è una cosa molto personale: come ogni bambino è pronto per camminare, parlare o togliere il panno a un momento diverso, allo stesso modo ogni bambino ha i suoi tempi e modi per apprendere una lingua. Cerchiamo di rispettare l’individualità di ogni bambino, seguendo i suoi tempi ma anche i suoi interessi e preferenze, in modo che  possa seguire il percorso giusto per il suo apprendimento in ogni sfera, dal linguaggio all’emotività, dalla corporeità  all’arte, incoraggiando ogni bambino a provare qualcosa di nuovo e a diventare una persona autonoma e sicura di sé.

In quanto tempo solitamente i bambini parlano un inglese fluente? Quando si notano i primi progressi?

Le ricerche dimostrano che fra il momento nel quale si impara una nuova parola in modo passivo e la prima volta che si usa in modo attivo  si deve sentire almeno 8 volte. Non esistono però bambini standard e quindi non esiste un percorso standard: quando parliamo in un’ altra lingua siamo sempre le stesse persone e la personalità dei bambini incide molto: un bambino che si butta e a cui piace provare nuove esperienze, lo farà anche con le nuove conoscenze, mentre chi preferisce ascoltare e riflettere si comporterà allo stesso modo con la lingua inglese. La cosa certa è che anche i bambini più silenziosi assimilano e imparano l’inglese che sentono, sono in grado di seguire e capire tutto.

È necessario che il bambino parli inglese anche a casa?

Per niente! Per crescere bilingue è importante che il bambino riceva abbastanza input e un bambino che frequenta la nostra scuola trascorre almeno sei ore della giornata in inglese: la sera e il weekend sono i momenti in cui sente, usa e migliora la sua prima lingua. Alcuni genitori vogliono parlare in inglese con i figli ma consigliamo di non forzare il bambino se non ha voglia e soprattutto di non cambiare di punto in bianco il modo di comunicare in casa, perché la lingua che il genitore usa con il bambino è parte del loro legame emotivo.

Che livello di inglese avrà raggiunto il bambino a fine percorso scolastico?

Il bambino sarà  funzionalmente bilingue, capace di seguire una giornata scolastica insegnata in inglese e di esprimere la propria idea, emozione e opinione in inglese. Spesso i bambini hanno già iniziato a scrivere e leggere in inglese, perché un piacevole “effetto collaterale” di crescere bilingue è un apprendimento della lingua scritta precoce e facilitata.

Ringrazio Claire Mulrooney per aver risposto alle mie domande.
Se vuoi contattarla per chiederle informazioni sulla scuola inglese:
328 294 1492
www.chatterboxschools.co.uk